È la domanda che ci fanno più spesso al bancone. La risposta non è “perché è di moda”: sono tre cose misurabili.
1. Non è pastorizzata né filtrata
L’industria pastorizza e filtra per far durare la birra mesi sugli scaffali. Sono due passaggi che allungano la vita del prodotto e tolgono aroma. Una birra non pastorizzata sa di più e dura di meno: va tenuta al fresco e venduta in fretta.
2. Le materie prime costano
Il luppolo aromatico costa molte volte più di quello da amaro. I malti speciali costano più di quelli base. E soprattutto: non si usano surrogati come mais o riso, che nell’industria servono ad abbassare il costo del malto.
3. I tempi
Una lager industriale può essere pronta in due settimane con lieviti e temperature spinte. Una fatta bene ne chiede sei o otto. Il tempo, in un impianto, è il costo più caro che esista.
E il volume
Un birrificio che fa mille ettolitri l’anno paga ogni ingrediente più di uno che ne fa un milione. Non c’è nessun trucco: è aritmetica.
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