Birra analcolica: come si fa e che sapore ha

Non è birra annacquata. Ci sono due modi di farla e cambiano parecchio il risultato.

Per anni l’analcolica è stata la scelta di chi guidava, e sapeva di rinuncia. Oggi non è più così, ma dipende da come è fatta.

Primo modo: togliere l’alcol

Si fa la birra normalmente e poi si rimuove l’alcol, per evaporazione a bassa temperatura o per filtrazione a membrana. Il vantaggio è che la fermentazione è avvenuta davvero, quindi il corpo e gli aromi ci sono. Lo svantaggio è che nel processo qualcosa si perde sempre.

Secondo modo: non produrlo

Si usa un lievito che non trasforma gli zuccheri in alcol, o si ferma la fermentazione presto. Costa meno, ma il rischio è che resti dolce e sappia di mosto.

Come si riconosce quella buona

  • Non deve essere stucchevole: se sa di malto dolce, la fermentazione è stata fermata troppo presto
  • Deve avere amaro: senza alcol il luppolo si sente di più, e serve a equilibrare
  • La schiuma deve tenere

Attenzione al nome

In Italia “analcolica” vuol dire sotto l’1,2%, non zero. Chi ha bisogno dello zero assoluto deve controllare l’etichetta.

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